Sardegna: I rami del tempo

Autore: Luca Rossi

Oggi, tramite questa recensione vi voglio portare sulle spiagge immacolate della Sardegna. Ho incominciato proprio su queste spiagge bianchissime, dove i granelli di sabbia si insinuano tra i piedi, dove le onde giocano a rincorrersi e il vento rende lo stesso effetto sui capelli. 

Il rumore delle onde che si infrangono sulla battigia, la spuma del mare, il sole che si riflette sulle acque limpidissime, sembrano lo sfondo ideale per aprire il palcoscenico sul romanzo.

Tutto comincia così: siamo gli invitati a un matrimonio, un’atmosfera gioiosa si respira sull’isola, quando all’improvviso una pioggia di oscure schegge stermina quasi completamente la popolazione, radunata per l’evento. 

Solo in tre si salveranno: la sacerdotessa Miril, Lil e suo marito Bashior. Proprio loro saranno costretti a provvedere ai bisogni dell’isola, a difenderla dai nemici a nord, al di là del mare, legati da una disputa che si perdeva nell’antichità delle leggende di 2000 anni prima. Dovranno compiere sacrifici , proteggere la loro isola dalle minacce e dai complotti che a nord sono decisi da un re avido e lussurioso. Minuziose le descrizioni dei giochi di letto del re, che dà l’impressione di non ragionare con l’intelletto di un saggio monarca bensì quello di un despota dominato a sua volta da tempeste ormonali.

I personaggi vengono introdotti e svelati nella loro psicologia poco alla volta. È così che si scopre l’importanza della funzione della sacerdotessa Miril sull’isola, la sua rete di contatti e i suoi sentimenti verso Lil. Una vita di rinunce e di studio, tutto per una causa più grande. Lil viene presentata come una classica casalinga fantasy, oppressa dalla motonia di una vita le cui ore sono scandite dalle faccende domestiche e dal carattere forte del marito, che a suo parere le dà poca attenzione. Bashior ha una psicologia molto lineare: pensa alla casa, al lavoro e tolti quelli finisce con il cadere nella più totale disperazione.

Affascinante il paragone del tempo a un albero i cui rami rappresentano le mille possibili realtà: quelle improbabili pian piano si seccano e cadono, lasciando solo i rami più forti. 

Mi è venuta in mente l’immagine dell’albero della vita, la cui simbologia riecheggia di leggi cosmologiche e ha il fascino dell’esoterismo. L’arte si é più volta impadronita di questo simbolo, ma io ho scelto di mostrarvi un classico di Klimt.

Dal punto di vista strutturale il romanzo è piccolo, leggero, ideale a ogni genere di bagaglio… quindi perché non portarlo con voi nelle vacanze estive, per divorarlo in un boccone?
È molto scorrevole e ben architettato: ogni episodio si incastra perfettamente con il precedente e il successivo, facendo rimanere il lettore con il fiato sospeso.

Ora mi dedico alla lettura del secondo volume… Chissà cosa succederà!

Lo scoprirete nella prossima recensione!!!!

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2 pensieri riguardo “Sardegna: I rami del tempo

    1. Grazie mille per il feedback! Cerco sempre di associare un’emozione e un luogo alle recensioni, per dare al lettore qualcosa in più rispetto un semplice consiglio. Se di soggettività si parla voglio letteralmente catapultarvi nel mio mondo!!

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